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martedì, Settembre 28, 2021

Ravetto (Lega): “Giù le mani dall’aggravante dello stalking”

L’on. Laura Ravetto da pochi mesi responsabile nazionale del Dipartimento Pari Opportunità della Lega, scende in campo e decide di mobilitare tutto il Partito per opporsi, con le prerogative attribuite ai parlamentari, ad una recente sentenza della Cassazione che non configura lo stalking come aggravante per il reato di femminicidio.

Con il motto “giù le mani dallo stalking”, lanciato sui social, l’on. Ravetto intende contrastare una sentenza, i cui effetti rischiano di dare un brutto colpo alla lotta contro la violenza sulle donne. Attendiamo di leggere le motivazioni delle sezioni unite penali della Cassazione, ma sarebbe grave liquidare con un colpo di spugna una conquista di diritto e civiltà sull’omicidio preceduto da atti di stalking. La Lega avvierà iniziative a difesa di questo principio a partire dai gruppi parlamentari. Chi commette un omicidio dopo aver esercitato lo stalking sulla vittima deve pagare per entrambi i reati”. Così la deputata della Lega, Laura Ravetto, capo dipartimento Pari Opportunità del partito.

Lo stalking era stato riconosciuto come aggravante nei reati di femminicidio nel 2009, inserito nel codice penale con l’articolo 612 bis. Adesso, la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione rappresenta un grande passo indietro nel processo di protezione per le donne che subiscono atti molesti e talvolta anche violenti. Con l’assurda sentenza della Cassazione l’omicidio, in quanto reato complesso, assorbe tutte le aggravanti, compresi gli atti persecutori e le eventuali violenze precedenti. Quindi, chiunque si macchi di un omicidio a stampo femminile, pagherà soltanto per “l’atto finale” anche nel caso in cui, in passato, ci fossero state ulteriori aggravanti.

La tutela e la difesa delle donne deve essere una priorità, e considerando l’altissimo numero di denunce per stalking, non si può abbassare l’attenzione.

Tutta la Lega, ad ogni livello è compatta per evitare che la sentenza della Cassazione possa arrecare una tutela minore, alle donne vittime, sia di molestie, sia di violenze.

L’Europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri, il 17 marzo, tramite i social, dimostrò la sua sensibilità in merito alla tematica del contrasto alla violenza sulle donne, lanciando l’iniziativa “Signal for help”, un segnale di aiuto per le donne da diffondere il più possibile perché tutti siano consapevoli nel caso vedessero una donna eseguirlo. Mancando ancora un protocollo ufficiale, “Signal for help”, si sta diffondendo come linguaggio internazionale per comunicare una violenza e chiedere aiuto. Anche in questa occasione, in linea con la decisione del partito di avversare la folle sentenza, l’on. Tovaglieri, coerentemente con le sue battaglie, interviene sui social dichiarando: “Una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che lo stalking può non essere più un’aggravante nel femminicidio. Una decisione che desta allarme e preoccupazione, e che rischia di cancellare una conquista di civiltà a tutela delle donne vittime di molestie persecutorie. La Lega scenderà in campo per difendere il sacrosanto principio secondo cui chi commette un omicidio dopo aver molestato una donna, deve pagare, e duramente, per entrambi i reati!”

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