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martedì, Settembre 28, 2021

CdA RAI: FDI fuori dalla RAI. Meloni: “E’ una pagina buia”

Dopo vari rinvii, il Parlamento ed il Governo hanno provveduto a rinnovare il CdA (Consiglio d’Amministrazione) RAI. L’esito delle nomine ai vertici RAI ha suscitato numerose polemiche e insofferenze.

I quattro membri eletti nel C.d.A. della RAI sono Alessandro di Majo (M5S) e Igor De Biasio (Lega) al Senato mentre, alla Camera, risultano elette Francesca Bria (Pd) e Simona Agnes (Forza Italia), figlia di Biagio Agnes (ex Amministratore Delegato RAI negli anni ’80). La scelta di quest’ultima, da parte di Lega e Forza Italia (161 voti), ha portato all’esclusione dell’unico membro di opposizione: Giampaolo Rossi, consigliere uscente, in quota Fratelli d’Italia.

Ai quattro membri eletti dal Parlamento, si aggiungono, come previsto dalla legge, le nomine del Consiglio dei Ministri: Carlo Fuortes (che assumerà il ruolo di Amministratore Delegato) e Marinella Soldi (indicata per il ruolo di Presidente). L’indicazione è formalmente arrivata dal Ministro dell’Economia Daniele Franco, in accordo con il Premier Mario Draghi.

Da settimane, i parlamentari del M5S presenti in Commissione Vigilanza RAI, stavano lavorando per individuare una figura da nominare nel CdA RAI e avevano scelto di convergere, sull’attuale Presidente dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Antonio Palma. L’imposizione dei vertici grillini del nome dell’avvocato Alessandro di Majo (sembra gradito all’ex Premier Giuseppe Conte), ha determinato un cambio di linea, provocando forti malumori. All’atto del voto si sono registrate numerose defezioni: Alessandro di Majo al Senato prende solo 78 voti, quando tra Pd, M5S e Leu, alleati tra loro, avrebbe potuto prenderne 119. Sotto accusa, il capo politico reggente Vito Crimi e i capigruppo di Senato e Camera, Ettore Licheri e Davide Crippa. Nonostante le tensioni interne, i vertici del M5S sono riusciti ad eleggere un rappresentante all’interno del CdA RAI.

Numerosi esponenti politici di Fratelli d’Italia, sulla scia del leader Giorgia Meloni, hanno evidenziato l’anomalia concernente, le nomine dei vertici RAI.

Sui social l’on. Giorgia Meloni esprime con fermezza la sua indignazione per il comportamento della maggioranza: “Quando l’Italia era ancora una Nazione democratica la governance della RAI, l’emittente pubblica, contemplava la presenza dell’opposizione, a cui spettava la Presidenza e la presenza nel CdA. Nell’epoca della maggioranza arcobaleno, invece, Fratelli d’Italia – unico partito di opposizione e secondo molti sondaggi primo partito italiano – viene epurato da qualsiasi rappresentanza, così che il servizio pubblico, pagato con i soldi di tutti gli italiani, sia più simile al modello cinese che a quello di una qualsiasi Nazione democratica. I partiti che sostengono Draghi, negando per la prima volta nella storia il diritto di rappresentanza all’opposizione, hanno scritto una delle pagine più buie della storia della Repubblica Italiana. Evidentemente la nostra crescita fa così tanta paura da giustificare la spudorata violazione dei più basilari principi democratici. Ma se facciamo così paura è perché siamo liberi: questa è una buona notizia e una ragione in più per continuare a batterci”.

Dopo le nomine di ieri per il CdA la privatizzazione della Rai è ormai un dato di fatto. Non siamo più davanti a un Servizio pubblico ma ad un Servizio ad esclusivo beneficio della maggioranza e del governo”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, nel corso della conferenza stampa di FDI sulle nomine del CdA Rai. “Ad aggravare il tutto c’è il fatto che questo CdA resterà in carica fin dopo le elezioni e quindi queste saranno gestite da un Consiglio di amministrazione controllato dalla maggioranza e in cui è esclusa FDI, l’unica forza di opposizione. Senza dimenticare che anche la Commissione di Vigilanza Rai, a cui spetterà stilare i regolamenti sulla Par condicio e vigilare sul pluralismo e la correttezza dell’informazione, è nelle mani della maggioranza. È una situazione intollerabile, di una RAI che è finanziata dal canone in bolletta da tutti gli italiani, anche da quelli che votano e credono in Fratelli d’Italia e che meritano una rappresentanza”, conclude Ciriani. Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche il Capogruppo alla Camera dei Deputati l’on. Francesco Lollobrigida: “l’estromissione dalla governance RAI dell’unico partito di opposizione è degno dei peggiori regimi“.

Il Vicecepresidente del Senato Ignazio La Russa si sfoga, esprimendo la sua insoddisfazione così: “Perché lo hanno fatto? Per cupidigia di potere, per bulimia, per dispetto, perché voi avete preteso…il Copasir”? O per calcolo? C’è qualcuno che spera di creare un cortocircuito e far saltare il centrodestra? Il 99% degli elettori di centrodestra vuole – se lo mettano bene in testa i nostri alleati – che uniti battiamo sinistra e Cinquestelle. Se qualcuno vuol creare i presupposti perché salti il centrodestra lo dica apertamente, non usi mezzucci“. Ignazio La Russa si appella al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “credo che stavolta la sua moral suasion debba farsi sentire“. Per il Sen. La Russa anche il Premier Draghi deve intervenire: “non possiamo aspettarci da un Premier così autorevole che copi Ponzio Pilato“. Per il Vicepresidente della Camera dei Deputati, l’on. Fabio Rampelli “siamo di fronte a derive totalitarie“.

Molto duro anche l’intervento della Sen. Daniela Santanchè esponente di FDI in Commissione di Vigilanza RAI: “la scelta del governo di escludere l’opposizione dal CdA RAI è una vergogna unica che fa molto pensare sullo stato di salute della nostra democrazia. La nostra crescita fa paura, è evidente, ma questi giochi di palazzo in stile Corea del Nord non ci fermeranno!”

Su Twitter, l’on. Augusta Montaruli, commenta la vicenda dell’esclusione dal Cda RAI di Fratelli d’Italia, scrivendo: “In quali democrazie esiste una tv pubblica oggetto di nomine pubbliche facendo fuori l’opposizione?#rai”.

Da un lato l’asse PD-M5S-LEU e dall’altro l’asse Lega-FI, hanno creato una situazione paradossale, estromettendo dal CdA RAI l’unica forza di opposizione al Governo Draghi: Fratelli d’Italia. Con l’elezione dei quattro membri, i partiti di maggioranza monopolizzano la RAI cancellando quel pluralismo che dovrebbe essere alla base della televisione pubblica. Un grave danno rispetto al diritto dei cittadini di avere un’informazione veramente libera. Con la nascita del Governo Draghi, FDI, pur restando all’opposizione, è parte integrante dello schieramento di centrodestra. Lega e Forza Italia con la loro decisione (insieme agli altri partiti di maggioranza M5S, PD e LEU) di non rinunciare alla presenza nella governance della RAI, hanno lasciato fuori una forza politica di opposizione: pongano rimedio a tale vulnus che lede i principi del pluralismo e della democrazia, cedendo la Presidenza della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI a Fratelli d’Italia.

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