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martedì, Settembre 28, 2021

I talebani laicisti dell’UE: condannano Orban e tollerano Sanchez e Macron

I talebani laicisti dell’UE intravedano nel Presidente dell’Ungheria Viktor Orban un pericoloso fascista. E’ triste assistere ad un’Europa laicista che sponsorizza le folli teorie Lgbtiq+ .

I talebani laicisti dell’UE, da un lato si affrettano a condannare, in modo veemente il Presidente Ungherese Orban, reo di aver varato una legge democratica che vieta la promozione (in qualsiasi forma) dell’omosessualità e della transessualità ai minori di 18 anni, dall’altro non proferiscono nemmeno una parola, per gli orrori sul piano etico che emergono dalle leggi varate dalla Spagna di Sanchez e dalla Francia di Macron. Altro che Orban.Se l’Ungheria non aggiusterà il tiro la Commissione UE userà i poteri ad essa conferiti in qualità di garante dei trattati. Noi ricorriamo a questi poteri a prescindere dallo Stato membro” . Con queste parole, il Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen è entrata a gamba tesa, ingerendosi su un provvedimento di iniziativa parlamentare (non governativa), votato a stragrande maggioranza dal Parlamento Ungherese. E’ evidente che i talebani-laicisti dell’UE utilizzano due pesi e due misure. A differenza di Spagna e Francia, l’Ungheria non allineandosi al pensiero unico laicista, viene immediatamente chiamata all’ordine dai vertici istituzionali dell’UE.

In Francia, la nuova legge sulla bioetica apre la strada alla fecondazione eterologa estendendo il diritto alla procreazione medicalmente assistita (Pma) anche alle donne sole o alle coppie lesbiche, seppur con qualche limite. Come ben evidenziato dal giornalista Matteo Ghisalberti, in un articolo dell’01/07/2021 a pagina 10, dal titolo: “Parigi stravolge la biologia: sì ai figli senza Papà. I vescovi attaccano Macron”, sul quotidiano “La Verità”, per soddisfare l’egoismo di una minoranza, i nascituri verranno al mondo senza la figura del Papà. Per la prima volta, la figura del padre viene eliminata dallo stato civile, la legge biologica viene soppiantata da quella statale e i figli della fecondazione saranno ufficialmente figli di due madri, qualunque cosa questo voglia dire. Il testo approvato dall’Assemblea nazionale, contiene anche un’altra novità, la possibilità per i figli maggiori di diciotto anni di conoscere l’identità di chi ha donato lo sperma o gli ovociti. In questo caso non verrà comunque legalmente riconosciuto nessun legame di filiazione con il donatore, visto che i donatori non avranno mai l’obbligo di riconoscere i propri figli. La folle legge sulla bioetica prevede che le donne, sposate o meno, che a spese dei contribuenti vorranno concepire un figlio ricorrendo a un donatore di sperma, prima di accedere all’inseminazione artificiale dovranno recarsi da un notaio e dichiarare di volere un figlio insieme. Il notaio riconoscerà l’intenzione della coppia e dopo una bella firma anche la donna che non ha alcun legame biologico e genetico con il bambino, cioè che non lo partorisce né dona l’ovulo da inseminare con lo sperma di un donatore terzo, sarà ufficialmente “madre” del nascituro, qualora la fecondazione vada a buon fine.

Se la Francia di Macron vara una legge che presenta una serie di criticità dal punto di vista etico, la Spagna di Sanchez, non è da meno. Come riportato, sempre sul quotidiano “La Verità”, attraverso un’interessante articolo della giornalista Patrizia Floder Reitter, dell’01/07/2021 a pagina 11, dal titolo: “La Spagna fa avanzare la legge trans” durante la settimana dell’orgoglio pride a Madrid, il Governo Sanchez ha approvato una legge denominata “legge Trans” che introduce il pericoloso principio di autodeterminazione di genere. L’autodeterminazione o auto-percezione, tutela, non un diritto, ma un capriccio che cancella un ordine naturale che prevede l’esistenza di due sessi ben definiti (uomo e donna). La legge, una volta approvata definitivamente, permetterà alle persone transgender di cambiare sesso legalmente, modificando quindi la dicitura sulla carta d’identità e su tutti i documenti ufficiali, anche senza aver intrapreso e concluso un percorso ormonale. Secondo il testo ufficiale sarà sufficiente la “volontà liberamente manifestata” per poter ottenere il cambio legale del sesso, anche se sotto il giudizio di un funzionario anagrafico incaricato di valutare il modulo consegnato dal richiedente. La “legge Trans” rende marginale il ruolo di genitori e medici per l’approvazione legale del cambio di sesso. Non saranno infatti necessari certificati medici ad attestare la conclusione di una cura ormonale, e per i maggiori di 16 anni non ci sarà bisogno del benestare dei genitori. Per le persone tra i 14 e i 16 anni servirà invece il consenso del tutore legale, mentre dai 12 ai 14 la modifica potrà avvenire solo dopo l’ok di un giudice. La legge non include soltanto la modifica legale dell’identità di genere, ma anche diverse misure per la protezione della comunità gay e transgender. Un esempio è la proibizione delle cosiddette “terapie di conversione”, ovvero quelle pratiche pseudoscientifiche volte a cambiare l’orientamento sessuale di una persona, “riportandola” ad essere etero. Tali azioni, oltre ad essere dannose per l’individuo, non hanno un fondamento scientifico. Oltre a ciò, le donne lesbiche e bisessuali e le persone trans con capacità di gestazione avranno accesso alle tecniche di riproduzione assistita. Saranno inoltre riconosciuti e legiferati i diritti per le persone intersessuali, ovvero coloro nate con un’anatomia riproduttiva con le caratteristiche di entrambi i sessi: nessun intervento chirurgico obbligatorio e nessuna iscrizione obbligatoria a uno dei due sessi per il primo anno di vita.

Non ho sentito, né ho letto, dal PPE e dai suoi rappresentanti in Italia, dichiarazioni contro i pericolosi provvedimenti legislativi di Francia e Spagna

È assurdo dover constatare che il PPE che dovrebbe insorgere per contrastare questo scempio etico e giuridico, si volti dall’altra parte. Quel PPE i cui rappresentanti italiani di Forza Italia intervengono sempre con il solito ritornello “la Lega per governare deve aderire al PPE”. Come se il PPE fosse l’unico Partito titolato, a rilasciare patenti di democrazia.

I due Papi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e in ultimo l’ex Presidente del Senato Marcello Pera hanno sempre ribadito con fermezza i pericoli del relativismo e del nichilismo che avanzano in Europa. Il relativismo contemporaneo, come quello antico, pretende di discutere tutto. Il nichilismo si spinge oltre, pensando di poter negare ogni valore. Ma una volta messa in discussione la sacralità e dignità della vita umana, tutto diventa possibile. Anche l’orrore. Se i confini tra bene e male da assoluti diventano relativi, ogni opzione diventa prima o poi legittimamente ipotizzabile, quindi, realizzabile. In nome di una deriva laicista (non laica e liberale) i valori del Cristianesimo sono accantonati per dar spazio ai “nuovi valori arcobaleno”. Relativismo e nichilismo sono due problemi che Forza Italia, compresa la corrente più cattolica (Tajani) continua ad eludere. Essere ortodossi di un’Europa e di un PPE succubi di una visione liberal-progressista che pone in essere un laicismo sfrenato che non tollera i valori Cristiani. Forza Italia deve avere il coraggio di opporsi al Presidente dell’UE Ursula von der Leyen che sposa l’ideologia liberal-progressista.

I talebani laicisti con un finto perbenismo vogliono sovvertire quei valori non negoziabili, imponendo presunti diritti come se fossero una conquista ed un progresso. I talebani laicisti con le loro pseudo conquiste e pseudo libertà hanno lo scopo di instaurare un pensiero unico simile al regime comunista dell’URSS. Occorre contrastare i talebani laicisti costituendo, come auspicato da Marcello Pera, un fronte liberal-conservatore. Il Ministro Mara Carfagna con la sua intervista al quotidiano “Il Foglio”, (“Chi sta con Orban rema contro l’Italia”) dimostra di schierarsi con i talebani laicisti che insieme a quel PPE, succube del liberal-progressismo, responsabile di quella deriva laicista che tende ad isolare i valori Cristiani.

Il Ministro Carfagna, è libera di portare avanti il suo credo laicista, ma non può imporre la sua visione politica e si deve porre con rispetto ad un’area rappresentata da Salvini e dalla Meloni (che in Italia arriva al 40%) che coraggiosamente insieme ad Orban vogliono dare un’anima diversa ad un Europa tecnocratica e soggetta alla lobby Lgbtiq+ che vogliono imporre con la dittatura laicista, il pensiero unico. Orban, di Salvini e la Meloni hanno intenzione di creare un’altra Europa che si ispiri a quei valori liberal-conservatori che hanno l’obiettivo di affermare il rispetto della cultura e della storia degli Stati, delle tradizioni cattoliche, dei valori etici.

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