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martedì, Settembre 28, 2021

Alemanno: assolto in Cassazione dall’accusa di corruzione

Assoluzione per l’ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno, imputato nell’ambito del procedimento stralcio su “Mafia Capitale”. L’hanno stabilito i giudici della Sesta sezione penale della Cassazione hanno annullato senza rinvio le accuse per corruzione nei confronti di Gianni Alemanno.

L’ex sindaco di Roma, presente all’udienza in Cassazione, ha commentato: “Prima mafioso poi corrotto, resta solo piccolo traffico influenze. Non c’è più corruzione, niente più del fango che mi hanno tirato”.

Alemanno ha subito un lungo calvario giudiziario sul nulla, durato ben sette anni, con un castello di accuse montato ad arte e supportato da un circolo mediatico costruito scientificamente attorno.

La vicenda giudiziaria di Alemanno, è la prova ulteriore di una giustizia italiana malata, caratterizzata da problemi cronici. Per ragioni di contiguità politica o per motivi di carriera in ambito giudiziario, purtroppo, da molti anni, assistiamo ad alcuni pubblici ministeri che imbastiscono processi, in base a teorie e non su prove certe. A ciò va aggiunto che a causa di un sistema giudiziario farraginoso, molto spesso non sono garantiti i principi di una giustizia rapida ed efficiente, con la conseguenza che l’imputato è costretto ad attendere diversi anni, per conoscere l’esito finale della vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto. Come per qualsiasi categoria professionale e lavorativa, occorre urgentemente introdurre la responsabilità civile dei magistrati che si basa sull’importante principio “chi sbaglia paga”.

Una giustizia seria non può giocare sulla vita e sulla reputazione di una persona. Solo una cultura giustizialista può accettare che un esponente politico, in virtù della sua posizione di rilievo, debba essere trattato diversamente da un comune cittadino. Come per chiunque cittadino, anche un esponente politico ha il diritto che un processo non venga impostato su teorie, come ad esempio quella del “non poteva non sapere”.

Per fortuna, la Cassazione rimane ancora l’ultimo baluardo del diritto in Italia, salvagente finale per il cittadino dai teoremi assurdi di alcuni pubblici ministeri. È inaccettabile che un imputato speri nella Cassazione, e nel frattempo sia sottoposto ad una gogna soprattutto mediatica.

Nei giorni scorsi attraverso un mio articolo, ho esposto le ragioni per cui ritengo che i sei quesiti referendari sulla giustizia (elezione del Csm, responsabilità diretta dei magistrati, equa valutazione dei magistrati, separazione delle carriere dei magistrati, limiti agli abusi della custodia cautelare, abolizione della legge Severino), promossi da Lega e Radicali, vanno nella direzione di correggere le storture della giustizia italiana. Se la classe politica in questi anni si è dimostrata incapace di riformare la giustizia, gli italiani hanno l’opportunità con i referendum sulla giustizia di avviare un percorso riformatore che sia in grado di demolire un sistema che ha consentito abusi e soprusi senza controlli e contrappesi.

Alemanno, ha saputo affrontare questi sette anni di profonda ingiustizia, a testa alta, forte di sé e della sua coscienza, chi potrà risarcirlo? Per la volontà personale di Alemanno che ha fatto un passo indietro, la politica italiana ha momentaneamente perso un esponente politico che considero lungimirante, dotato di un intuito eccellente. Con il suo partito “Movimento Nazionale per la Sovranità” è stato il primo politico a sviluppare in Italia una destra sovranista. Il centrodestra non può rinunciare ad una risorsa come Alemanno. Ad ottobre si svolgeranno le elezioni suppletive per la Camera dei Deputati nel collegio uninominale Roma-Primavalle. Il centrodestra non esiti a convergere sul nome di Alemanno, candidando l’ex Sindaco di Roma alla Camera dei Deputati. Sicuramente, l’eventuale elezione, non servirà a risarcirlo, ma la politica italiana non può rinunciare all’esperienza politica e alle alte doti morali, etiche e civili di Gianni Alemanno.

Come auspicato dall’ex Presidente del Senato Marcello Pera, è necessario formare un fronte liberal-conservatore che possa contrastare i liberal-progressisti e la deriva laicista in atto in Italia e in Europa. In tale prospettiva, l’alto spessore politico di Alemanno sarà certamente un apporto indispensabile.

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