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giovedì, Maggio 13, 2021

ONU, ennesima vergogna: Iran eletto al vertice della commissione per i diritti delle donne

Per quanto allucinante, irreale e grottesco possa sembrare, l’ONU è riuscita nell’impresa di eleggere l’Iran al vertice della commissione per i diritti delle donne, “ente intergovernativo mondiale dedicato alla promozione dell’uguaglianza di genere e all’emancipazione femminile”.

Tra velo, lapidazioni e permesso per uscire: l’inferno vissuto dalle donne in Iran e l’omertà dell’ONU

Naturale chiedersi come la Repubblica Islamica dell’Iran possa mai perseguire i suddetti obiettivi.
Un Paese che, ricordiamo, prevede lapidazioni in pubblico per le adultere, fustigazioni di piazza per ladre e criminali, leggi che subordinano la libertà di movimento delle mogli al permesso del marito e costringono le stesse a vivere perennemente all’ombra di hijab e burka vari.
Per tacere, poi, della piaga dei matrimoni infantili: le donne possono coniugarsi, secondo il codice civile iraniano, dall’età di 13 anni; moltissime però sono le deroghe a questa disposizione, non è per nulla raro imbattersi, infatti, in cerimonie che coinvolgono spose bambine di età persino inferiore.

Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran dal 1989, ha proseguito – sulla falsariga del predecessore Khomeini – la campagna di irrigidimento sociale del regime, non nuovo ad accanimenti nei confronti del genere femminile.
Dal permesso del coniuge per viaggiare all’estero, al divieto di accesso allo stadio: sono varie le umiliazioni che, quotidianamente, le donne iraniane sono costrette a subire per via del folle ordinamento sociale della Repubblica Islamica.

Quattro democrazie occidentali a sostegno della candidatura iraniana

Sono state numerose le rimostranze che hanno fatto seguito all’elezione.
Emerge dal coro la voce della principale attivista per i diritti del genere femminile in Iran, Masih Alinejad, che ha definito “surreale” la delibera, tanto più se si considera che quattro tra le democrazie occidentali dell’ECOSOC (all’interno del quale spiccano Svizzera, Germania, Stati Uniti, Canada e Regno Unito, tra le altre) hanno sostenuto la candidatura iraniana, come risulta da scrutinio, nonostante il voto resti segreto e non sia soggetto perciò a pubblicazione.

Alessandro Ranieri
Responsabile organizzativo provinciale per Gioventù Nazionale. Studente di giurisprudenza presso l'Università Bocconi di Milano. Tesserato per Fratelli d'Italia.

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