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giovedì, Maggio 13, 2021

Radici cristiane: un’arma contro il progressismo

Le radici cristiane dell’Europa, in particolar modo dell’Italia, riusciranno a vincere il progressismo e la cancel culture? Oppure sarà il progressismo ad inglobare il cristianesimo?

Quelli appena posti sono due interrogativi molto interessanti. Innanzitutto dobbiamo capire che si intende per radici cristiane e perché è importante rivalutarle.

Molti collegano il cristianesimo alla corruzione di alcune strutture della Chiesa cattolica e lo associano dunque a qualcosa di negativo.

In realtà tutti noi occidentali, credenti e atei, abbiamo una cultura cristiana. Senza cristianesimo non ci sarebbero pervenuti tutti i testi classici che conosciamo; ciò solo per fare un esempio di quanto il cristianesimo influenzi i nostri giorni.

Ora è necessario capire perché bisogna riscoprire le nostre radici culturali, ma prima bisogna fare una premessa. Per cristiani non si intende solo cattolici: si intende ortodossi, cattolici, evangelici, avventisti. Il fatto che in Italia ci sia la sede del papato non rende chiaro alle persone quanto l’unione sociale tra i fedeli con posizioni politico-sociali simili sia fondamentale. Ad averlo capito in pieno sono stati gli Americani, primi fra tutti presidenti come Ronald Reagan e Donald Trump.

Rivalutare le radici cristiane: ecco perché ci salverà

Come ho affermato precedentemente, molte persone hanno perso fiducia nelle istituzioni religiose. Ciò però non dovrebbe far perdere fiducia nel messaggio di Gesù. Tralasciando gli aspetti dottrinali e la meraviglia che è il messaggio cristiano, è importante notare che la nostra mancanza di valori ha causato un danno enorme. Civiltà in arrivo da altri paesi, in primis gli islamici, hanno dei valori (certamente non sempre correttissimi) di gran lunga più forti di quelli degli occidentali odierni.

Bisogna rivalutare le nostre radici e i nostri valori cristiani perché solo così la nostra cultura potrà essere salvata. Altrimenti le nostre chiese faranno la stessa fine della Basilica di Santa Sofia, trasformata in moschea dopo la caduta di Costantinopoli. Recentemente proprio la Basilica di Santa Sofia è stata ritrasformata nuovamente in moschea dal presidente turco Erdogan.

Proprio la Turchia, paese simbolo dell’espansionismo islamico, ha supportato l’Azerbaijan nel fare scempio nella regione armena (nel territorio azero) dell’Artsakh, sotto l’inerme sguardo degli altri stati. Intere comunità cristiane distrutte in quella che è parsa essere davvero una guerra di religione.

Gli ultimi guardiani dell’occidente

A sinistra papa Bergoglio bacia i piedi di alcuni clandestini, a destra un cappellano militare ortodosso difende il confine greco.

Sempre i Turchi hanno causato la crisi migratoria in Grecia, con centinaia di persone che hanno dato vita a una vera e propria invasione al confine. Diversi preti ortodossi hanno protetto il confine e i loro fedeli.

La Chiesa cattolica è ormai allo sbaraglio: pochissime sono le persone che si oppongono alla linea di Bergoglio (papa Francesco). Il papa ha sposato una linea che rasenta il comunismo (ha affermato che la proprietà privata va abolita). Tra le poche figure di spicco a difendere la chiesa cattolica ci sicuramente monsignor Carlo Maria Viganò e il cardinale africano Robert Sarah. Entrambi di posizioni conservatrici, sono stati defilati da Bergoglio e la sua cerchia.

Troppo spesso la Sinistra ha passato un messaggio sbagliato sul cristianesimo. Il perdono, la misericordia, la generosità non vanno confuse con il farsi sfruttare e annullare da altre culture. Anzi, mettere al primo posto i propri valori e le proprie radici è uno dei messaggi fondamentali.

E’ giunto perciò il momento per gli occidentali di rispolverare la nostra storia; è giunto il momento di mettere da parte vecchie inimicizie tra cattolici e protestanti. L’importante è difendere la nostra cultura, i nostri valori da culture che inevitabilmente hanno valori diversi e contrastanti.

Giulio Scaramuzzo
Studio Giurisprudenza presso l'Università di Roma "Tor Vergata". "Ama il tuo sogno se pur ti tormenta" Gabriele D'Annunzio

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