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giovedì, Maggio 13, 2021

Dalle offese alle suppliche: Biden implora Putin per una minore tensione nel Donbass

La mobilitazione militare, in corrispondenza del confine con l’Ucraina, voluta dal Cremlino non è altro che l’ennesimo rospo ingoiato da Biden.
Biden che – dopo il tripudio di offese, accuse ed illazioni sul conto di Putin – ora implora l’omologo russo per un disimpegno militare proprio in corrispondenza del Donbass.
Alta tensione tra Russia, Stati Uniti ed Ucraina.

Biden cambia registro: suppliche, implorazioni e riverenza nel porsi con Putin

Dalle accuse di omicidio a richieste dai toni pacati e gentili.
È questo il cambio di atteggiamento di Biden nei confronti del Cremlino.
Il Presidente americano, nel giro di pochi giorni, è passato dall’etichettare Putin come “assassino, killer” a richiedere un progressivo disimpegno militare nel Donbass, stavolta con toni cordiali, ai limiti della riverenza.
Un’inversione di rotta, quella di Biden, indice della probabile mancanza di lucidità mentale dello stesso, protagonista di un disastroso – e quanto mai prevedibile – avvio di mandato.

Ad ormai sette anni dal suo avvio, la Guerra del Donbass sembra essere ancora lontana da un esito definitivo. Casus belli del conflitto fu l’insurrezione di gruppi separatisti filo-russi di nazionalità ucraina.
Nel discusso referendum del Maggio del 2014 la vittoria dei separatisti nelle tre regioni chiamate a votare è stata schiacciante. Referendum, però, riconosciuto a livello internazionale dalla sola Federazione Russa.

Gli Stati Uniti ritirano il proprio ambasciatore per “consultazioni”

Intanto, mentre si moltiplicano le manovre militari nel Mar Nero, l’ambasciatore americano a Mosca John Sullivan sta rientrando in patria per presunte “consultazioni”.
Allo stesso Sullivan era stato consigliato, dal Cremlino, di togliere il disturbo già qualche settimana fa, in corrispondenza della fase più critica della dialettica Biden-Putin.
La strada verso una riconciliazione completa tra Russia e Stati Uniti – dopo l’ingente lavoro dell’amministrazione repubblicana in questa direzione – sembra, ormai, oltremodo compromessa.

Alessandro Ranieri
Responsabile organizzativo provinciale per Gioventù Nazionale. Studente di giurisprudenza presso l'Università Bocconi di Milano. Tesserato per Fratelli d'Italia.

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