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giovedì, Maggio 13, 2021

Facebook censura Trump: rimossa una sua intervista

Facebook censura Trump per l’ennesima volta. E’ stata rimossa un’intervista condotta dalla nuora dell’ex POTUS, Lara Trump (moglie di Eric Trump, ndr). La censura e la cancel culture continuano a prendere piede nella vita quotidiana.

Facebook ha rimosso il video di un’intervista con l’ex Presidente Donald Trump condotta da sua nuora Lara Trump, dicendo che ogni contenuto “rigurdante DOnald Trump” sarà rimosso dalla piattaforma social.

Facebook ha bannato permanentemente The Donald dalla piattaforma a gennaio, dopo l’episodio del Campidoglio.

Martedì, Lara Trump, collaboratrice di Fox News, ha postato un’immagine su Instagram in cui sedeva affianco a suo suocero, invitando i followers a seguire l’intervista su Fox.

Dopodiché gruppo dell’entourage di Trump ha ricevuto un email da un dipendente di Facebook. Tale mail avvertiva che ogni contenuto postato su Facebook e Instagram “riguardante il Presidente Trump non è al momento ammesso sulle nostre piattaforme (inclusi nuovi post con il Presidente Trump che parla)”. E ancora che “saranno rimossi se postati, causando limitazioni aggiuntive sugli account che li hanno postati”. Dunque, Facebook censura Trump proprio come se fosse un dittatore. Anzi, alcuni dittatori, come Lenin o anche Stalin, vantano numerosi post che Facebook non sembra aver intenzione di rimuovere.

L’email prosegue così: “Queste indicazioni si applicano a tutti gli account e le pagine della campagna elettorale, inclusa Team Trump, altri mezzi di campagna elettorale sulle nostre piattaforme e ex surrogati”. Eric Trump, figlio di Donald e marito di Lara, ha postato la mail sul suo profilo Instagram.

Nonostante ciò, Lara Trump ha pubblicato l’intervista sulla sua pagina Facebook, ma è stata poco dopo rimossa. E Facebook è stata di parola, dato che ha anche imposto delle limitazioni alla sua pagina.

Censura social, cosa possiamo fare

Ora, la scusa che sentiamo sempre arrivare dagli oppositori di Trump è che i social sono piattaforme private. Ma come, la sinistra che odia e infanga quotidianamente gli imprenditori ora tiene al privato?

Ci sono libertà, come quella di espressione, a cui né gli Stati né i privati possono derogare. Nascondersi dietro la banale scusa del “sono società private”, soprattutto in un’era dove i social rappresentano il primo mezzo di comunicazione, è una squallida mossa politica. Zuckemberg impedisce a Trump di usare Facebook (e lo stesso fa Dorsey con Twitter) perché ritiene l’ex Presidente pericoloso. Una scusa atavica in nome della quale i dittatori hanno compiuto le peggiori nefandezze.

Impedire al politico più popolare degli Stati Uniti (e forse del mondo) di parlare, come si fa con un dittatore, è un atto gravissimo.

Il mondo social censura Trump, ma lui ha un rimedio

Donald Trump ha già annunciato che creerà la propria piattaforma social. Trump Jr in passato aveva addirittura chiesto a Elon Musk di intervenire. Sicuramente una piattaforma gestita dai Trump sarà un nuovo mezzo per ridare la parola al presidente e al suo entourage, ma anche ai suoi elettori.

Giulio Scaramuzzo
Studio Giurisprudenza presso l'Università di Roma "Tor Vergata". "Ama il tuo sogno se pur ti tormenta" Gabriele D'Annunzio

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