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giovedì, Maggio 13, 2021

Bilancio di un anno di restrizioni

E’ passato un anno dalla proclamazione del lockdown in Italia e recentemente si sta ventilando l’idea di ricorrere nuovamente ad una chiusura totale. Ma in questi 365 giorni le misure restrittive hanno portato benefici o problemi ulteriori? Proviamo a rispondere alla domanda, tracciando un bilancio lungo quest’anno di restrizioni.

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Per cominciare, ormai la situazione non è più fuori controllo, anzi,su 591000 infetti (ossia lo 0,9% della popolazione) la maggior parte dei pazienti, non ha nessun sintomo o se ne ha essi sono tranquillamente curabili a casa. Ciò da solo potrebbe bastare a far capire che le restrizioni ora non sono più necessarie. Il punto è:lo sono mai state?

Confrontando il tasso di letalità (TL) e di mortalità(TM) di un paese che ha avuto molte restrizioni con quello di paesi che o non ne hanno avute o ne hanno avute minime si inizia a potersi fare un’idea al riguardo. Ma prima, per chi non lo sapesse,definiamo come si calcola il TL e cioè numero decessi/numero infetti. Il TM invece si calcola numero decessi/totale popolazione.

L’italia, paese che ha fatto uno dei lockdown più aspri ha 60 milioni di abitanti, di questi, 3 milioni hanno contratto il covid e 100mila sono stati i decessi. Se ne traggono un TL del 3% ed un TM dello 0,16%. La Svezia, paese che non ha fatto alcun lockdown ha 10 milioni di abitanti, di questi, 685mila hanno contratto il covid e 13mila sono stati i decessi. Si evincono un TL dell’1,8% ed un TM dello 0,13%. La Bielorussia, altro paese senza alcun lockdown, ha una popolazione di 9,5 milioni di abitanti; di questi, 296mila hanno contratto il covid e 2000 sono stati i decessi. Si desumono un TL dello 0,67% ed un TM dello 0,02%. Nonsi può certo dire che la scelta di non fare un lockdown abbia penalizzato Svezia o Bielorussia: i loro numeri sono inferiori ai nostri. Ma volendo, si può ricorrere ad un caso ancora più estremo: l’Argentina.

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L’argentina è stato il paese con il lockdown più duraturo: più infetti e danni economici di chiunque altro.

Ed ora, si può ricorrere ad una graduatoria mondiale:

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Si constata che i paesi con più restrizioni sono quelli con più infetti e decessi e quelli con meno restrizioni occupano posizione basse nella graduatoria o non figurano affatto.

Ma c’è di più: è persino stato dichiarato illeggitimo da una sentenza di un tribunale tedesco ( https://www.facebook.com/134257559975766/posts/3879462372121914/?extid=0&d=n ) ed è stato ritenuto inutile da una ricerca di Stanford (https://www.youtube.com/watch?v=Q_Lo1fvqNJ0)

Finora si è parlato di lockdown, ora una breve disamina anche del coprifuoco. A dire che non abbia alcuna validità scientifica sono gli stessi scienziati che lo hanno proposto (https://www.calcolovotodilaurea.it/il-coprifuoco-una-questione-politica-piu-che-scientifica)

Viene affermato apertamente che ha motivazioni politiche e non scientifiche, ma almeno, è conforme a legge? No. E’ contro l’articolo 4 della Costituzione che impone che l’attività lavorativa debba essere favorita e mai limitata dallo stato, se non con conseguenti ristori adeguati. Ma non solo, è in contrasto anche con l’articolo 16:le restrizioni possono essere possibili solo se imposte per legge e per motivi di ordine pubblico o salute pubblica. Finora però le restrizioni sono state sempre imposte tramite d.p.c.m. i quali non sono legge ma atti amministrativi, per giunta, da convertire in legge dal parlamento: ciò non è mai avvenuto. Perchè è importante la conversione in legge? Perchè il governo non detiene la funzione legislativa, la quale è detenuta dal parlamento (articolo 70) e non può legiferare arbitrariamente, senza una delega del parlamento, che può avvenire solo tramite decreto legge ( articolo 76) o decreto legislativo (articolo 77) per urgenza e per un periodo limitato: entrambi dovranno essere convertiti in legge tramite la legge di conversione entro 60 giorni, pena l’invalidità. Ciò serve a scongiurare leggi ad hoc del governo in delega che potrebbe quindi ordire un “colpo di stato”. Quanto descritto non sembra affatto coincidere con ciò che è accaduto negli ultimi mesi.

Infine,proseguendo in questo bilancio di un anno di restrizioni l’ultimo aspetto che ne smentisce l’utilità è quello economico, probabilmente quello più incisivo.

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I lavoratori autonomi sono stati vessati nell’ultimo anno.
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Anche le famiglie sono state massacrate.

A questo si deve aggiungere un comparto di ristori ed aiuti economici inadeguati, tardivi, incompleti, resi ancora meno efficaci dall’ingombranza della Ue.

Insomma, il bilancio di un anno di restrizioni sembra lasciar intendere che esse siano state inutili, dannose e soprattutto non costituzionali.

L’augurio è che ai piani alti questo venga capito e che il tanto, non a ragione, osannato “modello italiano”, venga sostituito da un “modello svedese” o almeno da un modello “utile”.

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