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giovedì, Maggio 13, 2021

L’uguaglianza di genere sociale

San Remo 2021 è stato il più tristemente politically correct di sempre e se non ci ha offerto prestazioni musicali ragguardevoli, ha almeno offerto uno spunto di riflessione. Su quanto sia dilagante l’ipocrisia e su quanto ci si batta per il nulla cosmico, a scapito di battaglie serie. In pochi ancora hanno compreso la differenza tra uguaglianza di genere e l’uguaglianza di genere sociale

Nel 2021,tristemente ancora si leggono titoli inauditi : “ fedez riceve dei fiori, questa è parita di trattamento e di genere” Queste sono le conquiste sociali nel 2021?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone e persone in piedi
Fedez che riceve un mazzo di fiori

Soprattutto se poi si leggono titoli di giornale come “ incidente hot” o “si intravede il seno” Nel 2021 ancora fa scalpore vedere un seno? Come se non esistessero i siti porno. “Incidente hot all’ariston”. Nel 2021 quando si parla di una donna ancora la si descrive come “bella e brava”. Ma qualcuno parla di mahmood come “bello e bravo”? Se un cantante o chicchessìa è bello/a; se è un/a cantante deve essere bravo/a, la bellezza è solo un contorno semmai.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "M 4h. Mattino Ariston hot IL MATTINO Un Sanremo «fuori di seno»: a Gaia il top bianco scende giù ei fan vanno in visibilio"
ecco uno dei tanti titoli vergognosi di questi ultimi giorni

Le peggiori sono peró le ” femministe” moderne: quelle che non sanno nulla di femminismo alla Mary Wollstonecraft o femminismo alla lady Diana o femminismo alla Jane Austen. Quelle che si battono per gli aggettivi al femminile, per le quote rosa, per i peli sotto le ascelle, per il cognome: per cose futili e superficiali, tanto per seguire una moda. Insomma, quelle che lottano per una semplice e superficiale uguaglianza di genere, invece di una sacrosanta uguaglianza di genere sociale. La prima è il voler abbattere le differenze inscalfibili tra uomo e donna: quelle anatomiche, psicologiche, biologiche, ormonali; fatti oggettivi, che evidenziano che uomo e donna sono inconfutabilmente diversi. La seconda è invece l’accettare queste differenze e battersi perchè non pregiudichino/discrimino nè uomo e nè donna: concedere pari opportunità, pari diritti e pari doveri, in sintesi, il considerare socialmente e come cittadino, lavoratore, persona, i due sessi uguali.

Tutto il resto è fanatismo, di certo il lottare per farsi crescere le ascelle o farsi chiamare “direttrice” anzichè “direttore” non è minimamente rilevante se poi agli occhi della società o del mondo del lavoro si viene ancora sminuite. Come ha giustamente sottolineato la grande Beatrice Venezi, prendendosi insulti e critiche dalle stesse sedicenti “femministe”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi e il seguente testo "«Sono direttore d'orchestra, non direttrice. Per me quello che conta in realtà è il talento e la preparazione con cui si svolge un lavoro. La posizione ha un nome preciso e nel mio caso è direttore» Beatrice Venezi COREDEDE DALLA"
Le parole di Beatrice Venezi

Il momento in cui finalmente si capirà che il femminismo, il tema razzismo, il tema omofobia sono commerciali forse si andrà da qualche parte: non importa a nessuno, di quelli che hanno il potere di donne, stranieri e omosessuali, semplicemente si cavalca l’onda: chi veramente ha il potere di poter cambiare le cose non lo fa e fa lottare tra poveri: tra donne e uomini, tra etero e gay, tra italiani e stranieri fa solo che comodo alle elite che detengono il potere, visto che l’unica vera lotta dovrebbe essere tra elite e poveri, tra sfruttatori e sfruttati.

Personalmente, da uomo, dal famigerato patriarcato, dall’inesistente privilegio maschile, non ne traggo alcun beneficio, essendo, io, al pari di una donna. E per “al pari” intendo che il mio futuro è oscuro come quello di una mia coetanea: dovremo e dovremmo affrontare insieme il Pil in calo, l’occupazione scarsa, le condizioni di lavoro precarie, le pensioni che non ci saranno, la previdenza sociale a parole,ecc.

È questo il punto: il giorno in cui si capira che donna e uomo sono diversi ma uguali socialmente, il giorno in cui l’uguaglianza di genere sociale sarà un obiettivo, allora si potrà vivere in una società equa e giusta, senza titoli “incidente hot” o quote rosa. Ma quel giorno è ancora molto lontano. E la colpa è anche delle “femministe” moderne, le quali si battono per dei contentini.

W le donne, W gli uomini, e soprattutto, W le persone, la cui dignità sociale è ancora vincolata a quanto abbiano un bel fondoschiena, un vistoso pacco, forme muscolose o sinuose.

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