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venerdì, Febbraio 26, 2021

Un riassunto delle ingerenze europee e privatizzazioni

La tragica situazione in cui versa l’Italia non è assolutamente correlata solo alle conseguenze del covid-19 ma anzi, è fortemente connessa a decisioni ed operazioni dei decenni precedenti, prima delle quali, il nostro paese stava ergendosi a quarta potenza economico-industriale. Ecco quindi un riassunto sintetico delle ingerenze europee e delle privatizzazioni.

Il primo grande errore è datato luglio 1981: si consuma il famoso “divorzio” tra banca d’Italia e ministero del tesoro, ad opera del ministro del tesoro, Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente della Banca d’Italia. Le conseguenze furono: aumento del debito pubblico e aumento di interessi passivi a carico dello stato, le banche da allora hanno il compito di decidere il tasso d’interesse con cui collocare i titoli di stato; la componente pubblica si dirada, tant’è che la Banca d’Italia da allora ha un 95% di azionisti PRIVATI, con un 5% di azionisti pubblici.

Da allora, questo 95% decide il “costo” del denaro, con gli utili appannaggio degli stessi: di fatto, costituendo un debito per lo stato; quest’ultimo non può che continuare a crescere, dopo questa operazione, Ciampi addirittura ottenne la carica di Presidente della Repubblica.

– Nel 1987 Andreotti firma l’AUE (atto unico europeo), un embrione di unità politica a livello europeo;

– Il 7 febbraio 1992 si redige il trattato di Maastricht, nasce la BCE (Banca Centrale Europea), una banca centrale privata con sede a Francoforte; l’articolo 105 del trattato sancisce che gli stati firmatari cedano la sovranità monetaria nazionale alla neonata BCE;l’articolo 107 specifica che la bce è SOTTRATTA ad ogni controllo da parte di organi europei. Di fatto, è da allora, un soggetto sovranazionale ed extraterritoriale.

N.B. L’ARTICOLO 1 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA DISPONE CHE LA FUNZIONE DI SOVRANITA’ POLITICO-MONETARIA E’ DELEGATA DAL POPOLO ALLO STATO, IL QUALE NON PUO’ CEDERLA A NESSUNO. L’ARTICOLO 11 SPECIFICA CHE SI PUO’ LIMITARE(NON CEDERE!) LA SOVRANITA’ PER VALIDI MOTIVI DI INTERESSE INTERNAZIONALE MA SOLO AD UN ALTRO STATO, MA LA BCE NON E’ UNO STATO.

– Dal 2 giugno 1992 con il coordinamento dell’attuale premier, Mario Draghi, si avvia la “stagione” delle privatizzazioni di aziende e società statali cedute per lo più a banche straniere come WARBURG (inglese) e GOLDMAN SACHS e MORGAN STANLEY (statunitensi).

– 1 gennaio 2002: in Italia, come in altri 11 paesi, inizia la circolazione dell’euro.

– 13 dicembre 2007: viene firmato (da prodi per l’Italia) il trattato di Lisbona, il quale entrerà in vigore l’1 dicembre 2009, che aumenta i poteri del parlamento europeo, di fatto, diminuendo ulteriormente la sovranità dei paesi firmatari, questa volta è la componente politico-legislativa ad essere, di fatto, ceduta.

– 2012: durante il governo Monti viene firmato il Fiscal Compact, che segnerà una drammatica stagione di tagli alla spesa pubblica come quelli alla sanità che OGGI stiamo patendo, il tutto in nome di una controversa austerity per cercare di ridurre il debito pubblico.

Venne inoltre introdotto il pareggio di bilancio in costituzione, in vigore dal 8 maggio 2012 e i cui effetti iniziarono a diffondersi dal 2014, il quale tra i vari articoli della costituzione, modificò l’81, il 97, il 117 e il 119;venne accolto con numerose critiche poichè tale modifica di fatto, riduce di molto il raggio di azione dell’intervento pubblico in economia, riducendo significativamente la portata della finanza pubblica.

Il riassunto delle ingerenze europee e delle privatizzazioni non potrebbe essere completo senza una menzione circa la situazione attuale:

-2020 Il governo conte II si è trovato a dover fronteggiare le conseguenze economiche derivanti dal covid.

Sono stati disposti 209 miliardi dalla Ue, la maggior parte dei quali in prestito, ad interesse variabile e che potrebbero da un lato dare una boccata d’aria alla situazione; ma dall’altra potrebbero essere un ulteriore macigno da sostenere, dal momento che circa 2/3 della somma appunto, dovrà essere restituita, ribadendo che dovrà essere fatto con gli interessi.

Infine, si sta paventando, per ora ancora non convintamente, l’adesione e l’attivazione del M.E.S., il quale potrebbe definitivamente essere una pietra tombale in virtù della natura vincolante (con condizionalità) che lo caratterizza.

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