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venerdì, Febbraio 26, 2021

Trump è tornato: il Partito Repubblicano riparte da lui

Dopo l’assoluzione nel processo di impeachment, Donald Trump è tornato. Il Partito Repubblicano lo conferma come leader e guarda alle elezioni mid-term e a quelle del 2024.

Dopo l’esito ufficiale delle elezioni, alcuni esponenti del GOP vicini a Donald Trump sembravano essere intenzionati a compiere una scissione e fondare il Patriot Party. O per lo meno questa era la narrativa di alcuni media, arrivata anche in Italia (lo hanno riportato, tra le altre, anche Repubblica e il Messaggero).

Tale idea probabilmente può aver attirato l’attenzione di Trump, ma la realtà è un altra. Il Partito Repubblicano ha confermato la leadership di Donald Trump. Molti democratici speravano che prevalesse la corrente moderata del Grand Old Party, ma l’ha spuntata la corrente più right-wing che, appunto, supporta The Donald.

Il Partito Repubblicano resterà unito

Innanzitutto il leader dei repubblicani alla Camera dei Rappresentanti, Kevin McCarty, si è incontrato con Donald Trump il 28 gennaio e ha pubblicamente affermato il suo supporto all’ex presidente, opponendosi a una scissione del Partito. McCarty ha affermato che “I repubblicani della Camera e l’amministrazione hanno raggiunto risultati storici. Siamo stati in grado di farlo perché abbiamo ascoltato e capito le problematiche dei cittadini che sono stati a lungo ignorati. […] Per il bene del nostro Paese, l’agenda radicale democratica deve essere fermata. Un movimento conservatore unito rafforzerà i legami tra i nostri cittadini e difenderà le libertà su cui questo paese è stato fondato“. Dunque la maggioranza dei repubblicani alla Camera supporta l’ex POTUS, tranne un gruppetto di 10 rappresentanti guidato da Liz Cheney, figlia dell’ex vicepresidente di Bush, Dick Cheney.

Donald Trump e Kevin McCarty nella residenza dell’ex Presidente a Mar a Lago (Florida)

Dopo l’impeachment, Donald Trump è tornato

Trump è tornato. E non ha solo incassato il supporto di McCarty e degli House Republicans. In occasione del processo per l’impeachment ha riguadagnato anche il sostegno del leader repubblicano al Senato, Mitch McConnel. 43 senatori repubblicani su 50 si sono schierati con Trump. i 7 che hanno votato contro di lui appartengono all’ala cosiddetta liberal del partito ed era da tempo evidente che non nutrissero grande simpatia per Trump. Specialmente Mitt Romney, candidato repubblicano alle elezioni presidenziali del 2012, che votò addirittura contro il tycoon anche al primo impeachment. Gli altri sono Susan Collins, Lisa Murkowski, Richard Burr, Ben Sasse, Pat Toomey e Bill Cassidy.

Consolidatasi la leadership di Donald Trump, il Partito Repubblicano sta optando per candidature sempre più lontane dall’area centrista e i senatori precedentemente nominati potrebbero andare incontro alla fine della loro permanenza nel parlamento americano. Sempre più importanza nel partito avranno lo stesso McCarty o al Senato persone come Ted Cruz, Rand Paul e tanti altri fedelissimi del 45.

Ad alcuni farà piacere, ad altri meno, ma dopo questi avvenimenti, Donald Trump è tornato ufficialmente alla carica.

Giulio Scaramuzzo
Studio Giurisprudenza presso l'Università di Roma "Tor Vergata". "Ama il tuo sogno se pur ti tormenta" Gabriele D'Annunzio

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