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giovedì, Maggio 13, 2021

Gina Carano licenziata perché supporta Trump

Gina Carano, star di The Mandalorian (popolarissima serie tv ambientata nell’universo di Star Wars), è stata licenziata dalla Lucasfilm a seguito di alcune dichiarazioni sui social. La censura “democratica” colpisce ancora.

Di chiare origini italiane e texana ad hoc, prima di intraprendere la strada della recitazione è stata lottatrice di MMA. L’attrice è una delle poche personalità dello spettacolo ad avere simpatie per Trump e una mentalità conservatrice. Forse l’unica nel mondo del cinema ad aver supportato pubblicamente The Donald oltre a Chuck Norris, Sylvester Stallone e Jon Voight.

I fan più schierati a sinistra di Star Wars avevano da tempo chiesto il suo licenziamento poiché aveva osato contrastare col pensiero predominante di Hollywood. I media l’avevano accusata di negazionismo poiché aveva affermato sul suo profilo twitter che “in un mondo in cui tutti indossano una maschera è difficile vedere l’anima delle persone”.

Perché Gina Carano è stata licenziata?

Gina Carano
Gina Carano nei panni di Cara Dune in The Mandalorian

Nei giorni scorsi, Gina Carano ha dichiarato sulle storie del suo profilo Instagram che “I democratici stanno spingendo le persone ad odiare i repubblicani, come i nazisti hanno fatto con gli Ebrei“. Alcuni giornalisti hanno addirittura accusato la ragazza di essere nazista. Chiaramente non si riesce a capire come fare un paragone tra una situazione storica moderna e il Nazismo porti automaticamente una persona ad essere nazista. Il problema dell’odio politico diffuso dalla Sinistra c’è ed è dimostrato proprio da questa occasione. Su Twitter nel frattempo, gli stessi che l’avevano accusata di negazionismo hanno diffuso l’hashtag #FireGinaCarano (licenziate Gina Carano, ndr).

A seguito di tali dichiarazioni Lucasfilm, casa produttrice di Star Wars e sussidiaria della Disney, l’ha licenziata. L’azienda ha affermato che “Gina Carano non risulta correntemente assunta in Lucasfilm e non ci sono piani per lei in futuro”. Al che i supporter democratici hanno esultato alla notizia, rivolgendo anche alla 38enne italo-americana i peggiori insulti possibili. Niente di insolito per i social, ma stupisce che secondo alcune logiche una ragazza di destra possa essere trattata in questo modo. Al momento non ci sono notizie di donne del movimento #Metoo che si sono indignate per questo avvenimento.

Come mai però il protagonista proprio di The Mandalorian, Pedro Pascal, non fu licenziato per aver chiamato nazisti i supporter di Trump? Nonostante le condizioni sembrino simili, Disney ha mostrato parecchia disparità di trattamento.

Ad ogni modo i repubblicani non hanno tardato a supportare la Carano (che ancora non ha rilasciato dichiarazioni). I suoi fan hanno lanciato l’hashtag #CancelDisneyplus, invitando tutti a cancellare l’abbonamento a Disney+, il servizio streaming della Disney, su cui anche The Mandalorian va in onda.

La libertà di parola è in pericolo

L’effetto del boicottaggio sarà probabilmente minimo per il colosso dell’intrattenimento, ma comunque un’iniziativa coraggiosa. Ciò che è avvenuto con Gina Carano è molto preoccupante ed è un segno di quanto la nostra libertà sia limitata.

Ronald Reagan disse: “La libertà è una cosa fragile e non è mai più lontana di una generazione dall’estinzione. Non è nostra per eredità, ma bisogna lottare per essa e bisogna difenderla costantemente generazione dopo generazione […]. Coloro che hanno conosciuto la libertà e poi l’hanno persa, non l’hanno conosciuta mai più“.

Giulio Scaramuzzo
Studio Giurisprudenza presso l'Università di Roma "Tor Vergata". "Ama il tuo sogno se pur ti tormenta" Gabriele D'Annunzio

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