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venerdì, Febbraio 26, 2021

Censure dei social media e lotta alle Big Tech

Anche l’Ungheria si accoda alla Polonia alla lotta contro le Big Tech, facendo voto di agire contro queste censure dei social media o shadowban (nel linguaggio tecnico) antidemocratici.

“Shadowban” significa l’atto dei gestori di social media che, senza un reale motivo, per scopi puramente personali senza aver violato nessuna legge, limitano la visibilità e l’accesso al nostro profilo utente senza che noi ne siamo a conoscenza”. Questo ha dichiarato Judit Varga, il ministro della giustizia del governo conservatore di Viktor Orbán, in una dichiarazione rilasciata sui social media, affermando di aver avuto lei stessa un’esperienza personale di tale trattamento per mano della “Big Tech”.

“Per ridurre la loro portata, Facebook limita anche la visibilità delle opinioni cristiane, conservatrici e di destra”, ha continuato il ministro della Giustizia, impegnandosi a convocare una “riunione straordinaria del Comitato per la libertà digitale” per affrontare tali “abusi sistemici”.

“Mi consulterò anche con il presidente dell’Autorità ungherese per la concorrenza sulla possibilità di sanzionare le pratiche commerciali sleali”, ha poi concluso.

La mossa ungherese contro queste società di social sempre più imparziali che influenzano milioni di persone nel mondo ogni giorno, consiste in un provvedimento particolarmente duro contro la censura tecnologica da parte del governo polacco, che opera secondo principi molto simili e spesso collabora con Budapest.

Il ministro della giustizia polacco Zbigniew Ziobro e il vice ministro della giustizia Sebastian Kaleta hanno presentato un nuovo progetto di legge contro le censure dei social media, che darà la possibilita agli utenti che credono di essere stati bannati o banditi senza motivo di ascoltare i loro appelli, e ordinare a tali piattaforme di reintegrare quelli utenti che sono stati puniti per motivi non illegali secondo la costituzione polacca. Le società che non rispetteranno la legge saranno multate fino a 50 milioni di złoty (circa 9,8 milioni di sterline o 13,3 milioni di dollari).

L’idea di questa legge c’è sempre stata ma è stata molto rilanciata dopo che Twitter, Facebook e altre aziende Big Tech si sono mosse per bandire il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dalle loro piattaforme nelle ultime settimane, con Apple, Google e Amazon che hanno subito cancellato l’alternativa Parler solo perchè concede la vera libertà di parola.

Simone Laurettihttps://www.simonelauretti.it
Blogger, Imprenditore, Esperto in comunicazione.

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