Amazon: Precari scartati in massa, sindacati in rivolta

Finito il picco natalizio migliaia di lavoratori dei vari magazzini Amazon restano senza lavoro. Colpiti giovani e over 50.

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Finito il picco natalizio migliaia di lavoratori dei vari magazzini Amazon restano senza lavoro. Colpiti giovani e over 50.

Era novembre quando sui giornali locali della provincia di Rovigo, nel veneto, fece scalpore la notizia di un dipendente Amazon di 58 anni, proveniente da Ferrara, costretto a dormire in un camper.

Poichè aveva soltanto un contratto part-time di 3 mesi non c’era modo per l’uomo di affittare un appartamento. Ha vissuto nel parcheggio dello stabilimento insieme alla sua compagna. Fino a quando, gli venne comunicato che dal 7 Gennaio la sua esperienza come magazziniere nello stabilimento di San Bellino (RO) sarebbe finita.

Come lui centinaia di altri lavoratori sono stati lasciati a casa. Costoro hanno tentato immediatamente di chiedere chiarimenti alle varie agenzie interinali ed ai sindacati. Nessuno finora è ancora riuscito a comprendere i criteri che portano o meno al rinnovo del contratto.

Sui vari gruppi Facebook dei dipendenti del magazzino BLQ1 di San Bellino leggiamo di dipendenti in ottimi rapporti con i propri superiori, molto produttivi, mai richiamati che, però, sono stati comunque lasciati senza impiego.

Solo a San Bellino?

No, le critiche ed i dubbi si ritrovano anche altrove. Questa recensione lasciata su indeed.com, famosa piattaforma per la ricerca di lavoro, da parte di un dipendente dello stabilimento di Vercelli ci da uno spunto sui sentimenti dei propri dipendenti.

“Da ex dipendente di Amazon.com dell’Fc MXP3 di Vercelli, devo segnalare quanto questo lavoro blocchi, non faccia crescere e soprattutto non premi le persone che faticano e si fanno il mazzo tutto il tempo.

Recensione intera QUI

Queste parole risalgono a Maggio 2020, da allora la situazione è cambiata?

Non sembra, le stesse critiche vengono mosse in tutti gli stabilimenti della penisola nei vari gruppi social.

Fanno scalpore le esperienze dei dipendenti rimasti senza lavoro pochi giorni prima di Natale. L’azienda ha infatti distribuito dei pacchi regalo ai dipendenti, contenenti un Panettone e vari snack, come ringraziamento per il lavoro svolto durante il picco. La soddisfazione per i regali però finì presto. Infatti già da metà dicembre iniziò il taglio del personale.

Un esempio è Cristiano C. giovane di 24 anni. Cristiano è entrato nello stabilimento di San Bellino il 2 Novembre 2020, dove ha lavorato fino al 19 Dicembre.

Il giorno della scadenza del contratto venne contattato dalla sua agenzia. L’agenzia lo ha informato che il suo contratto, nonostante il buon lavoro svolto, non sarebbe stato rinnovato vista la fine del picco.

Nessuna ulteriore spiegazione viene fornita né dalle agenzie né da Amazon stessa, che si è limitata a ringraziare gli ex dipendenti con un SMS.

I Numeri di Amazon

Alla vigilia dell’apertura dello stabilimento di San Bellino, Amazon ha dichiarato di voler assumere 900 lavoratori a tempo indeterminato entro 3 anni. Fonte Rovigo Oggi.

Eppure risulta dalle testimonianze di alcuni dipendenti, che ora il magazzino si sia desertificato, ma ancora nessuno dei precari, ad oggi, è stato assunto a tempo indeterminato.

L’appello dei lavoratori è il seguente: “Più chiarezza, più meritocrazia e più garanzie.”

1 COMMENT

  1. Buona sera, mi chiamo Franco e Vi scrivo per testimoniare che le stesse identiche cose sono successe nel magazzino FCO1 di Passo Corese (RI), dove centinaia di lavoratori part-time e full-time con contratti a termine (me compreso), alla fine del picco di lavoro natalizio sono stati accantonati senza tante spiegazioni da Amazon tramite agenzie.
    E’ vero che siamo numeri e operai che svolgono le mansioni più gravose che i dipendenti diretti non svolgono, ma quello che da fastidio è l’incitamento e le richieste a dare disponibilità a straordinari e giorni extra lavorativi con l’illusione, non troppo velata da parte dei cosiddetti “manager”, ad una presunta assunzione che non arriverà mai a meno di conoscenze interne: come dappertutto in Italia!
    Ho 53 anni ed ho lavorato 6 mesi facendo viaggi tutti i giorni da Roma (oltre 80 km a\r) ed accettando ovviamente qualunque occupazione all’interno del magazzino con ottimi risultati a detta del mio manager e dei manager dei reparti dove ho lavorato (meglio di molta gente più giovane di me, mi è stato detto!), per poi, dopo 3 rinnovi ed un sacrificio notevole, sentire che è tutto a discrezione delle risorse umane che scelgono chi tenere e chi no, non si è mai compreso con quali criteri.
    Credo profondamente che il magazzino dove ho lavorato,ma a questo punto anche gli altri in Italia, abbiano ben poco della meritocratica politica del lavoro americana.
    Forse i primi sei mesi d’apertura ha avuto tracce d’America (mi è stato detto), dopo di che non vado oltre perchè sono le solite storie italiane…….una grande delusione.
    Cordiali saluti.
    Franco T.

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